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Programma PLI per le elezioni politiche

 

Uguali  nelle  opportunità,  diversi  nelle  aspirazioni,  liberi  nelle  scelte.

 

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Il  Partito  Liberale  Italiano  si  presenta  alle  elezioni  politiche  per  il  Senato  della  Repubblica  con  una  propria  lista  autonoma  ed  indipendente, ma  collegata  con  la  Casa  delle  Libertà.

 

L’obiettivo  è  quello  di  promuovere  e  rafforzare  le  istanze  laiche, liberali  e  liberiste  con  funzioni  di  stimolo, di  controllo  e, se  necessario, di  critica.

 

Per  questo, pur  facendo  parte  della  Casa  delle  Libertà, il  P.L.I.  intende  sottolineare  con  forza  alcune  proposte  specifiche, particolarmente  rilevanti  e  qualificanti.

 

Il  panorama  politico

 

La  coalizione  di  centro-sinistra, molto  eterogenea  e  disomogenea  al  proprio  interno, appare  essere  sempre  più  condizionata  dalla  sinistra  vetero-comunista  e  movimentista : pur  accettando  “il  mercato”, continua  ad  essere  sostanzialmente  dirigista  e  burocratica  e  ricerca  il  proprio  fondamento  nell’ “antiberlusconismo” pregiudiziale  e  in  un  europeismo  antiamericano.

 

La  coalizione  di  centro-destra, d’altra  parte, partita  con  propositi  innovatori  e  liberali, nel  tempo  ha  perso  smalto  ed  incisività, impantanandosi  in  continue  e  deleterie  mediazioni  di  idee  ed  interessi  diversi, spesso  configgenti, annacquando così  sempre  più  l’originaria  volontà  riformatrice  e, quindi, con  risultati  non  sempre  positivi  e  con  vistose  incongruenze.

 

Tocca  dunque  al  P.L.I.  attivarsi  quale  forza  propulsiva  di  istanze  autenticamente liberali  per  affermare  una  concezione  anti-statalista  della  libertà  ed  attivarsi  anche  come  forza  trainante  di  una  effettiva  riunione  di  tutti  i  liberali  che  concordino  con  questa  impostazione.

 

Sulla  base  di  queste  premesse  il  P.L.I.  propone :

 

 

1.      Concorrenza, privatizzazioni  e  liberalizzazioni

 

·        accelerazione  del  processo  di  liberalizzazioni  e  privatizzazioni  per  le  aziende  a  capitale  pubblico  e  per  le  società  ex-municipalizzate  di  proprietà  degli  enti  locali, senza  barriere  nazionalistiche  e  mediante  modalità  che  consentano  la  partecipazione  di  capitale  di  gruppi  di  interesse  privato  variegati  cioè  non  di  gruppi  formati  dalle  “solite”  famiglie  o  dagli  “amici  degli  amici”;

 

·        aperto  contrasto  alla  “ri-pubblicizzazione”  in  atto  presso  diverse  aziende “multi-utility” locali  (energia  elettrica,  gas,  acqua,  rifiuti  solidi  urbani,  telecomunicazioni, ecc.)  che  finiscono  per  configurarsi  come  piccole  I.R.I.  regionali, provinciali  e  comunali;

 

·        rafforzamento  dei  poteri  degli  organismi  di  tutela  della  concorrenza;

 

·        liberalizzazione  dei  servizi  (farmacie, notai, taxi, ecc.), abolizione  degli  ordini  professionali  e  regolamentazione  delle  associazioni  professionali  in grado  di  garantire  una  seria  selezione  nell’accesso  alle  professioni ;

 

·        rilancio  della  competitività  nell’ economia  con  maggiori  investimenti  nel  campo  delle  infrastrutture  e  dei  servizi  e  soprattutto  in  quello  energetico (rigassificatori; termovalorizzatori; ecc.), settore  in  cui l’energia  nucleare di nuova generazione si  sta  affermando  come  quella  più  rispettosa  della  salute  e  dell’ambiente.

 

 

2.      Fisco  e  spesa  pubblica

 

L’imposizione  fiscale  non  deve  superare  quella  soglia  che  può  incentivare  l’evasione  e  scoraggiare  le  attività  dei  cittadini.

 

Il  punto  critico  del  carico  fiscale  è  già  stato  ampiamente  superato  provocando  effetti  dannosi  per  tutto  il  sistema  economico : minore  propensione  alle  attività  produttive; maggiore  propensione  al  consumo  rispetto  al  risparmio; maggiore  inclinazione  all’evasione  fiscale.

 

Il  P.L.I.  ritiene  pertanto  necessario  adottare :

 

·        riduzione  del  carico  fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo ed in particolare sulle  imprese  che  agevoli la crescita  dimensionale, l’innovazione  e  gli  investimenti ( ad. es. detassazione degli utili reinvestiti  nelle attività produttive)

 

·        abolizione  dell’ IRAP  e  riduzione  del  “cuneo  fiscale”  per  i  contributi.

 

·        privilegiare fiscalmente le famiglie sulla base della composizione del nucleo familiare (quoziente familiare). 

 

·        per le nuove iniziative imprenditoriali giovanili, nei primi tre anni, abolizione di tutte le attuali imposte (es. Ires ed altre) e sostituzione con una unica tassa omnicomprensiva del 5%.

 

·        misure più adeguate,  rispetto ad oggi, di lotta all’evasione fiscale.

 

La  vera  minaccia  della  nostra  situazione  economica  è  rappresentata  ancora  dal  debito  pubblico.

 

La  nostra  situazione  debitoria  è  enorme, accumulata  soprattutto  negli  anni  ’80  e  primi  anni  ’90.

 

Il  punto  di  attacco  non  può  che  essere  quello  del  rigore  e  del  ridisegnare  la  spesa  pubblica :

 

·        programma  pluriennale  di  contenimento  e  razionalizzazione  delle  spese  del settore  pubblico;

 

·        controllo  severo  dei  meccanismi  di  decisione  della  spesa  stessa;

 

·        revisione  straordinaria  di  tutta  la  legislazione  vigente  per  annullare  o  quantomeno  diminuire  gli  effetti  moltiplicatori  di  spesa  automatica  incorporati;

 

·        lotta  agli  sprechi  e  ai  privilegi  e  riduzione  del  peso  della  burocrazia  pubblica;

 

·        riforma  di  un  “welfare”  pletorico  e  costoso  che  concede  benefici  superflui  a  chi  non  ne  ha  bisogno  e  trascura  i  cittadini  veramente  bisognosi.

 

·        Immissione sul mercato di quote consistenti del patrimonio immobiliare pubblico.

 

 

3.      Politiche  del  lavoro

 

In  questo  campo  il  P.L.I.  ritiene  necessario :

 

·        difesa  della  legge  Biagi  perché  è  stata  importante  per  l’iniezione  di  flessibilità  introdotta nel  mercato  del  lavoro  e  per  la  conseguente  riduzione  significativa della  disoccupazione;

 

·        ripristino  di  due  misure  contenute  nella  riforma  originaria  sulle  pensioni, poi  cancellate, e  precisamente :

a)      - il  trasferimento  del  TFR  (trattamento  di  fine  rapporto) ai  fondi  di      previdenza  integrativa;

b)     - la  “decontribuazione”, cioè  il  taglio  dei  contributi  sui  nuovi  assunti;

 

Per  quanto  riguarda  la  cosiddetta  “concertazione” tra  le  parti  sociali, argomento oggi di moda, la  posizione  dei  liberali  è  molto  chiara :  se  concertazione  significa  un  meccanismo  per  far  esprimere  gli  interessi  costituiti, dialogo  tra  le  parti  sociali, indicare  una  serie  di “paletti” di  riferimento  come  supporto  all’azione  quotidiana  degli  operatori  pubblici  e  privati, va  bene.

 

Se  invece  si  vuole  tornare  alla  vecchia  concertazione  (anni ’80  e  ’90)  che  deve  essere  necessariamente  “condivisa” da  tutte  le  parti  sociali, quindi  con  possiblità  di  veto, non  ci  sta  bene.

 

L’esperienza  di  quegli  anni  è  stata  negativa : in  alcuni  casi  ha  provocato  la  “non azione”, il  blocco  e  quindi  nessuna  decisione  concreta  di  cambiamento  oppure, in molti  casi, lo  scarico  dei  costi  degli  accordi  sindacali  sulla  finanza  pubblica.

 

Basti  ricordare  la  deleteria  politica  assistenzialistica  di  quegli  anni  (continue  e  prolungate  casse  integrazioni, aiuti  abnormi  ad  aziende  in  difficoltà  o  addirittura  decotte, salvaguardia  di  aree  di  privilegio  e  di  intollerabili  rendite, sprechi, Alitalia docet !!!, ecc.)

 

 

4.      Legalità, sicurezza  e  immigrazione

 

L’illegalità, qualunque  sia  la  ragione  che  la  determina, non  può  trovare  giustificazione .

Il problema , come qualcuno ha recentemente scritto,  non è prevenire la violenza trattando con l’illegalità, ma stroncare l’illegalità prima che diventi violenza.

 

  Quindi :

 

·        maggiore  severità  nei  controlli  e  serietà  nei  provvedimenti  sanzionatori;

 

·        per  poter  fronteggiare  la  crescente  microcriminalità  e  dare  più  ordine  alle  nostre  città, eseguire  con  maggiore determinazione  i  provvedimenti  di detenzione  o  espulsione;

 

·        concentrare  le  risorse  umane  e  strumentali  in  misura  adeguata alle  azioni  di prevenzione  e  di  contrasto  alla  criminalità, senza  cedimenti  e  senza  lasciare spazio  a  velleità  di  supplenza.

 

·        rafforzamento delle misure di contrasto all’immigrazione clandestina e ingresso dei lavoratori nel nostro Paese nei limiti stabiliti dalle quote.

 

Per  quanto  riguarda  l’immigrazione, secondo  noi  liberali una  vera  politica  di  integrazione  deve  sfociare  in  una  cittadinanza  intesa come  adesione  piena  ai  valori  fondanti  della  comune  identità  nazionale  e  quindi  favorire  il  passaggio  da  stranieri  a  cittadini, tutti  con  le  stesse  opportunità  e  perciò :

 

·        le  politiche  di  accoglienza  devono  essere  attivate  solo  per  le  persone  che  ne  hanno  diritto  e  che  accettano  le  regole  della  nostra  convivenza  e  non  per  i  clandestini;

 

·        dialogare  per  dialogare, come  spesso  è  stato  fatto, è  totalmente  sbagliato.

 

 

5.      Giustizia

 

Noi  liberali  proponiamo :

 

·        drastica  riduzione  del  numero  delle  ipotesi  e  della  durata  della  carcerazione  preventiva  per  evitare  che  il  cittadino  finisca  in  carcere  senza  processo  per  tempi  indeterminati  (circa  il  65%  dei  carcerati  è  da  molto  tempo  “in  attesa  di  giudizio”);

 

·        revisione  della  cosiddetta  “obbligatorietà  dell’azione  penale” (troppa  la  discrezionalità  dei  procuratori), che  porta  a  privilegiare  certi  processi  e  ad  insabbiarne  altri;

 

·        netta  separazione  delle  carriere, e  non  delle  semplici  funzioni, tra  magistratura  inquirente  e  magistratura  giudicante, per  garantire  la  “terzietà”  di  quella  giudicante;

 

·        riforma  del  Consiglio  Superiore  della  Magistratura  (CSM) per  eliminarne l’impostazione  corporativa;

 

·        affidamento  alle  parti  dell’iniziativa  nelle  istruttorie  per  accelerare  il  giudizio  civile;

 

 

6.      Pubblica  istruzione

 

Riaffermando  il  principio  della  centralità  della  scuola  pubblica,

 

·        lo  Stato  deve  garantire  a  tutti  il  diritto  e  la  possibilità  di  accedere  alla  scuola  pubblica.

 

Tutti, però, devono  poter  frequentare  e  far  frequentare  ai  figli  il  tipo  di  scuola  che  prediligono, purchè  si  tratti  di  scuole  che  applicano  le  regole  ed  eseguono  i programmi  previsti  dallo  Stato.  Da  qui

 

·        la  proposta  del  “buono  scuola”  per  poter  permettere  una  vera  libertà  di  scelta.

 

Notevole  importanza  assume  oggi  l’università  pertanto  occorre :

 

·        aprire  il  sistema  universitario  ad  una  vera  competizione  attraverso  la  graduale  abolizione  del  valore  legale  dei  titoli  di  studio;

 

·        libera  scelta  dei  professori  da  parte  delle  singole  università  e  l’istituzione  di  un  valido  sistema  di  valutazione  dei  risultati.

 

 

7.      Sanità

 

Oltre a proposte concrete più volte evidenziate quali :

    

     *    Incremento dei fondi per la ricerca sanitaria

·        Riforma della Legge 180 (malati di mente) fortemente avvertita dalle famiglie.

·        Misure di prevenzione per le popolazioni giovanili e quelle immigrate.

 

I liberali lombardi intendono ricordare e  sottolineare con forza la centralità del medico di famiglia nella sanità italiana. La capillare distribuzione sul territorio ne fa una figura insostituibile.

Questa figura professionale e specializzata ha subito, in questi anni,  una progressiva erosione della propria immagine e di potere economico .

 

I professionisti vanno retribuiti e se hanno la responsabilità della salute del cittadino, ancor di più.

 

Per questo è necessario valorizzare concretamente la professionalità del medico di famiglia, rivedere la recente proposta di creare delle Unità territoriali di assistenza primaria che condizionerebbero negativamente il rapporto fiduciario e personale tra medico e paziente, rivedere anche la legge sulle tossicodipendenze in modo da coinvolgere il medico di famiglia nel controllo e aiuto per i tossicodipendenti.  

 

 

8.      Politica  estera  e  difesa  nazionale

 

Riaffermiamo  i  princìpi  che  hanno  caratterizzato  costantemente  la  politica  liberale quindi  :

 

·        proponiamo  una  politica  europea  non  succube  del  direttorio  franco-tedesco;

 

·        consideriamo  indiscutibile  la  difesa  dello  Stato  di  Israele  e  di  tutti  gli  Stati arabi  che  abbiano  scelto  consapevolmente  l’adozione  di  sistemi  politici  (sia pur) progressivamente  liberi  e  democratici;

 

·        restiamo  fortemente  legati  all’ispirazione  atlantica  della  difesa  nazionale.

 

 

9.      Lo  Stato  laico e leggi civili

 

Mantenendo  ben  ferma  la  difesa  della  laicità  dello  Stato  da  pressioni  e  condizionamenti  di  qualsiasi  credo  religioso  che  tenda  a  costruire  una  società  civile  imperniata  sui  propri  dettami  morali  e  religiosi,  riteniamo  necessarie :

 

·        una  seria  revisione  della  normativa  sulla  ricerca  scientifica  e  sulla  procreazione  assistita  ;

 

·        l’adozione  di  una  normativa  per  le  famiglie  di  fatto ( patti  civili  di  solidarietà ) : norme  che  privilegino  la  libertà  contrattuale  degli  individui  e non  operino  la  solita  tutela  statalista  sulle  loro  anime;

 

·        consideriamo  invece non accettabile  la  proposta  di  legge sui “Pacs” del  centro-sinistra  o, ancor  più, le  norme  di  ispirazione  spagnola;

 

·        l’istituto dell’adozione   consentito  solo  alle  coppie  stabili  eterosessuali;

 

·        introduzione  del  cosiddetto  “divorzio  breve”.

 

 

 

 

 

 

 

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