Mio caro dottore,
da che mi sono allontanato da Voi, provo un esigenza che solo Voi potete
soddisfare e che mi obbliga a fare appello alla Vostra cortesia. Quando sono
indisposto e sto poco bene, non so a chi medico rivolgermi, mentre Voi mi
avete vivamente raccomandato di sorvegliare con cura minuziosa lo stato della
mia salute. Vi sono qui un gran numero di dottori che, suppongo, non vi sono
certo tutti noti. Alcuni hanno fatto già dei passi nei miei confronti
presentandosi loro stessi o appoggiati da raccomandazioni di tutti i generi.
Quello che valgono le raccomandazioni delle persone del mio rango, lo so
sfortunatamente anche troppo bene; sono le persone più ardite, le più
sfrontate, le più impudenti, che a dispetto della loro ignoranza e della loro
immoralità trovano presso di noi la maggior protezione. Quando un orgoglio
eccessivo, che, come Voi ben sapete, ha sempre l'ignoranza per sorella, non dà
a nessuno di questi personaggi l'audacia di brigare accortamente senza timore
di rifiuti per ambire ai posti più importanti, e di reclamarli a voce alta con
tutta la sicurezza e la certezza dei diritti acquisiti, la sufficienza e la
cupidigia suggeriscono all'ambizioso i più abili artifici per crearsi degli
appoggi e dei protettori.
Così si fanno al mondo le raccomandazioni: io lo so, e sono diventato
diffidente. Io desidero che la mia scelta sia chiara; ma come fare in una
simile circostanza? Con quale principio potrò scegliere un medico per
rifuggire dagli allettamenti di queste raccomandazioni banali che possono far
errare la nostra vigilanza e la nostra attenzione? Attendo con impazienza, mio
caro dottore, i Vostri esperti consigli.
Il principe
Mio caro Principe,
Voi avete ben ragione di
credere io non conosca i medici della Vostra nuova residenza da poterVene
raccomandare uno; d'altro canto vedo con piacere che Voi non desiderate
rimettere la cura della Vs. salute nelle mani di un uomo che non abbia, per
Vs. confidenza, dei titoli particolari. E' impossibile poter dare su un medico
un giudizio immediato, senza essere persone di tale ambiente.
Estraneo come siete alla scienza medica, Vi è necessario seguire voci per
poter giungere ad una scelta conveniente; ma bisogna anche queste voci pur
essendo indirette, siano meno sicure.
Potete distinguere dalle apparenze, alcuni differenti tipi di medici: vi sono
alcuni segni esteriori, alcuni comportamenti, che li tratteggiano e 1i
caratterizzano.
Guardate, ad esempio, M.A...:
egli entra a passi lenti e misurati, con la testa alta, nel salone dove la
buona società lo attende con rispetto. La dignità del personaggio si rivela
nella gravità ricca di grazia e monosillabi ed un tono sdegnoso. Tra coloro
che lo circondano, non vede che coloro più di riguardo ed ha per loro parole
adulatorie a patto di ricambio; egli mostra agli uomini più illustri della
scienza lo sprezzo più superbo. Che il merito sia ricompensato o
misconosciuto, cosa gli importa? Le scene più commoventi, il pericolo del
combattere, la felicità che segue il rischio, la vita e la morte, nulla lo fa
uscire da questa fredda indifferenza. Egli trova tutt'al più l'occasione per
qualche tratto di spirito che la folla ignorante dei suoi adulatori e dei suoi
clienti accoglie applaudendo. Egli parla più lingue con accento
irreprensibile; la sua casa è un modello di bon ton, eleganza e mobilio
all'ultima moda.
Spero, Principe, che Voi non sarete mai tentato di ricorrere ai servigi di un
tale medico. Il suo ruolo richiama ed assorbe tutta la sua intelligenza; vuole
essere appreso, saggiato, ripetuto. Parlategli di malattie: l'annoiate. Ecco
un malato i cui sintomi richiamano le cure più sollecite, è l'unico appoggio
della sua famiglia: ma il caso serio va al domani! Un nobile, un conte, di
passaggio per la città, ha lasciato il suo biglietto per il signor dottore;
forse Vi meraviglia che il signor dottore si occupi più dei suoi doveri di
uomo di mondo che delle sue occupazioni di medico? Schiavo della moda, non ha
certo il tempo di essere devoto alla scienza. Delle conoscenze superficiali e
dei modi brillanti: cos'altro gli serve per attirare la gente? L'unico
pensiero della sua vita, il solo segreto della sua arte, è di impedire
all'occhio indiscreto degli importuni di penetrare oltre l'abbaglio
ingannatore delle apparenze, la profondità della sua ignoranza troppo reale.
E potrei forse consigliarVi
di recarVi da M.B...?
Sarei quasi tentato dal farlo. Egli è in movimento dalle 7 del mattino. In
tutta la mattinata, egli va a visitare una trentina di malati; i suoi cavalli
sono coperti di schiuma e nel giro di poche ore ha già bisogno di cambiarli.
Seduto nella sua carrozza, guarda con aria profonda e meditativa una lunga
lista con su scritti i nomi ed i domicili dei malati che attendono sospirando
il suo arrivo. Egli ha rigorosamente già segnato i minuti precisi che dovrà
passare presso ciascuno dei suoi pazienti. Conta sul suo orologio i secondi,
fa un cenno ed il cocchiere si arresta. Salta fuori dalla vettura, sale le
scale con la velocità di un lampo; in due passi si trova a fianco del malato,
gli fa due domande, gli tasta il polso senza attendere le sue risposte, chiede
carta e penna e riflette con la sua aria più grave per qualche secondo,
bruscamente scrive la prescrizione e la sottopone al malato con alcune parole
solenni, si strofina le mani e sparisce per trovarsi presto vicino ad un altro
soggetto e consacrare ancora due minuti ad una nuova visita. Questo il ritmo
consueto delle sue visite: non avendo il dono dell'ubiquità vi ha supplito con
la velocità e si moltiplica dividendo il suo tempo all'infinito. Lo vedrete
asciugarsi la fronte, lamentarsi delle sue numerose occupazioni, farsi
chiamare anche sei volte da un domestico durante una serata, ove non è venuto
che per una mezz'ora. Quando riceve, il suo salone e la sua anticamera, sono
pieni di gente: malati, parenti dei malati, infermieri e levatrici; egli
distribuisce a profusione come si fa per i biglietti di teatro, prescrizioni,
consigli, consultazioni.
Questo medico è il più celebre della città; non c'è un bambino che non conosca
la sua casa; e tale grande reputazione, il giudizio unanime di tutto il
pubblico, vi dirà che ciò è dovuto ad un lavoro infaticabile, ad un'esperienza
infinita che è frutto di un così attivo esercizio costante della medicina.
Ebbene Principe, esitereste Voi ad affidarvi a tali mani?
Voi mi obietterete forse che il numero dei suoi pazienti gli impedisce di
avere per ciascuno le attenzioni necessarie e che non saprebbe in pochi minuti
pesare ed esaminare le gravi circostanze del caso da trattare e meno ancora
scoprire i rimedi necessari, dato che per i migliori medici, in tali casi,
sono necessarie delle mezz'ore e delle ore intere. Potreste essere forse
tentato di guardarlo come un essere senza consistenza la cui vita fugge e
scappa in un movimento perpetuo, senza altro merito che d'essere troppo
occupato e indaffarato, senz'altro valore che di avere mani leggere, dei piedi
agili e dei cavalli alati. Direte allora, credo,:
cerchiamo altrove
Ecco il suo emulo. G.D...
riunisce nella sua persona tutti i vantaggi che possono donare ad un medico
l'aria di una grande superiorità.
Egli ha l'aria distinta, un vestire elegante, dei vestiti dalle stoffe più
fini e che cambia secondo il caso anche tre volte al giorno, dei gilet bordati
di cui tutte le signore ammirano il modello ed un' acconciatura perfetta; ecco
G.D.... Egli conosce l'arte di mostrare con grazia il mignolo della mano
sinistra e di porgere agli sguardi la punta del piede. I maldicenti sostengono
che egli voglia far risaltare i brillanti dei suoi anelli e la ricchezza delle
sue fibbie. Egli sa posare con grazia un bacio su una mano bianca e paffuta,
sa sedersi su di un canapè vicino ad una signora per tastarle il polso con una
delicatezza inimitabile. Sa conversare con parole seducenti, usando i toni più
incantevoli e quand'ella inizia a languire, la risveglia con aneddoti piccanti
della cronaca scandalistica, mostrando le menzogne e le confidenze degli altri
malati che costituiscono tutte le frasi del suo spirito. Per accattivarsi una
signora curiosa, non esita a narrarle tutte le infermità delle sue conoscenze
e delle sue vicine; è vero che si fa giurare solennemente una discrezione
assoluta, ma è giuramento banale subito prestato e mai tenuto. Se il malato è
poco socievole sui suoi piccoli segreti, G.D. .... non è certo a corto di
maldicenze; egli passa caritatevolmente in rivista tutti i suoi colleghi;
mostra con una precisione matematica le qualità che mancano loro ed i difetti
che non gli mancano: l'uno non sa stare in società, l'altro non ha le dovute
nozioni anatomiche, un terzo non si presenta bene, un altro è senza spirito,
questo ha la voce sgraziata, quello non ha talento pratico e così via per
tutti gli altri.
Basta che uno dei suoi colleghi abbia errato nel trattamento di una
malattia ed egli non attende altro che l'incidente venga constatato: se ne
impadronisce e porta ovunque la notizia cogliendo al tempo stesso l'occasione
per mettere in risalto la propria infallibilità. Se una signora si lamenta di
suo marito egli trova argomenti ingegnosi per darle ragione. Con il marito si
mostra invece uomo contro le donne e lo sostiene vivamente nelle sue
afflizioni domestiche. Le famiglie che l'ammettono nel loro ambito, devono
preferirlo a tutti i suoi colleghi perché egli non ha che degli elogi pronti
sulla bocca per tutti coloro che tocca ed avvicina. I bambini della casa sono
angeli, egli ammira il buon gusto del mobilio, il disegno elegante della
tappezzeria, il taglio ed il modello dei vestiti, ascolta i giuochi
inespressivi delle ragazze e li paragona all'armonia delle sfere; i motti più
sciocchi e semplici di un fanciullo viziato, sono per lui delle scintille di
genio. Egli mostra per i suoi malati una compiacenza estrema: gli permette di
prendere quando vogliono le acque minerali, i medicinali che preferiscono e si
conforma ai loro desideri quando chiedono polveri, pillole, ed elettuari. Al
bisogno trasforma a loro piacere tutti i rimedi in liquori, tavolette o
marmellate. Egli ha all'occorrenza proposte disinvolte per la cameriera e
nessuno dà migliori mance ai domestici che gli portano un dono a capodanno. È
con piena coscienza dei suoi immensi talenti che egli parla alle signore dei
suoi studi di greco e latino; al magistrato delle sue conoscenze di botanica;
al curato della sua scienza in anatomia; al signor sindaco della sua
superiorità nell'arte di esprimersi.
È impossibile, direte voi, che un uomo così maldicente abbia nel cuore molto
amore per l'umanità che un medico sia preoccupato della cura della sua
toletta, sia gonfio d'importanza, sia pronto a ricorrere ai mezzi meno
onorevoli per farsi valere ed abbia dei veri meriti. Ne sono pienamente
d'accordo.
Mi dispenserete volentieri, spero, dal continuare questa panoramica di
caricature. Fortunatamente il loro numero tende a diminuire di giorno in
giorno e non avrete certo difficoltà a trovare un buon medico seguendo il
Vostro impulso.
Cercate un uomo semplice, di buon senso, che metta la sua coscienza nei suoi
studi e nei suoi insegnamenti, che sappia rispondere con chiarezza e
precisione a tutte le questioni di sua competenza che non si pronunci mai
fuori proposito e senza essere interrogato, un uomo, infine, che non sia al di
fuori di tutto ciò che tocca essenzialmente l'umanità. Ma scegliete
preferibilmente un medico che non sia mai brusco, che non si irriti mai, se
non per
delle ingiustizie; che non disprezzi nessuno se non gli adulatori; che abbia
pochi amici, ma per amici degli uomini di cuore; che lasci a coloro che
soffrono la libertà di piangersi; che non esprima mai un'opinione senza prima
aver riflettuto; che prescriva pochi medicamenti, per lo più uno solo, e nella
sua essenza; che si tenga modestamente da parte lontano dalla folla
confusionaria; che non taccia sui meriti dei suoi colleghi e non faccia i
propri elogi; che sia infine, un amico dell'ordine, della tranquillità, un
uomo d'amore e di carità.
Vogliate gradire
Dottor Samuel Hahneman
PS. Ancora una
parola: prima di scegliere, osservate bene come egli si comporta con i malati
poveri e se, nel suo studio, quando è solo, si occupa di lavori seri.